Giornata mondiale dell’Aids 2008:
„Lanciare un segnale – contro la discriminazione!“

Discriminazione di persone HIV positive – anche in Svizzera?


Triste, ma vero: rigetto, emarginazione, stigmatizzazione e discriminazione sono esperienze praticamente quotidiane per le persone affette da HIV. E questo a partire dal momento in cui dichiarano di essere sieropositive. Le reazioni negative non giungono soltanto da persone sconosciute, anonime, ma – soprattutto – dai datori di lavoro, dai colleghi, dagli amici e addirittura dalla cerchia ristretta dei familiari.

Molteplici motivi – conseguenze negative
I motivi che portano all’emarginazione sono molteplici: mancanza di conoscenza dell’HIV, paura cosciente o inconsapevole del contagio, pregiudizi nei confronti dei cosiddetti gruppi marginali (p.es. gay), colpevolizzazione delle persone HIV positive, egoismo o mancanza di solidarietà con le persone più deboli della nostra società.  

Non importa per quali motivi – l’essenziale è impegnarsi
Una cosa è certa: la società deve impegnarsi per combattere la discriminazione delle persone HIV positive. La discriminazione non solo incide sulla costituzione psichica di chi vive con HIV e Aids, ma anche e direttamente sui vari aspetti della vita quotidiana.

La discriminazione ostacola la prevenzione
Inoltre, la discriminazione delle persone HIV positive compromette il successo degli sforzi di prevenzione dell’HIV. Le persone sieropositive vengono spinte al margine della società, per cui diventa impossibile confrontarsi apertamente e direttamente con l’infezione. In tali circostanze, mettere in atto comportamenti protettivi nei confronti degli altri può risultare difficile.

Contro l’Aids e per le persone affette: la campagna

In questo mese di novembre ci guardano seri dai manifesti affissi ai muri. Sono cinque i personaggi famosi che sostengono Aiuto Aids Svizzero nel suo impegno a favore delle persone sieropositive. Nella campagna attuale Didier Cuche, Stephan Eicher, Marc Forster, Stephanie Glaser e Sandra Studer esortano alla solidarietà con chi vive con l’HIV e richiamano l’attenzione sul fatto che la discriminazione avviene anche qui in Svizzera e che colpisce persone che vivono accanto a noi. Occorre alzare la voce e denunciare questa realtà.

Sandra Studer  Didier Cuche  Stephan Eicher  Stephanie Glaser  Marc Forster

La campagna è un appello alla solidarietà con le persone HIV positive. Essa persegue però anche l’obiettivo di procurare i mezzi finanziari di cui Aiuto Aids Svizzero ha urgente bisogno per assolvere i suoi compiti. Le donazioni saranno impiegate per l’assistenza e l’aiuto alle persone affette, per la prevenzione presso i giovani e per molte altre attività.

Come e dove si manifestano discriminazione e rifiuto?


Penalizzazione sul lavoro
Anche dopo 20 anni di HIV/Aids le persone affette sono ancora confrontate con numerosi problemi: mobbing, atti di discriminazione, violazione della legge sulla protezione dei dati, ad esempio, sono fenomeni quotidiani. Si tratta di problematiche che non toccano soltanto le persone affette, ma che hanno ripercussioni negative sull’intero ambiente di lavoro, danneggiando così anche la nostra economia.

È ormai risaputo che l’integrazione professionale e dunque la partecipazione alla vita sociale sono fondamentali per la soddisfazione e la salute di ogni persona. Emarginando le persone con HIV ed escludendole dalla vita professionale si rinuncia ad un’importante fonte di know-how. Al contempo, si spingono in un rapporto di dipendenza dagli aiuti statali – che il più delle volte non sarebbe necessario – aumentando le importanti spese che gravano sulle assicurazioni sociali.


Trattamento sleale e ingiusto da parte delle assicurazioni
Grazie alle moderne terapie farmacologiche, l’infezione da HIV è diventata una malattia cronica, in genere curabile. Ciononostante, le assicurazioni per certi aspetti riservano alle persone sieropositive un trattamento discriminatorio, come se fossero dei condannati a morte.

Infatti, di norma non possono stipulare polizze di assicurazioni sulla vita, nonostante molte persone sieropositive sotto terapia godano di una speranza di vita normale. Già da alcuni anni questo risultato è confermato da numerosi studi. Anche la possibilità di stipulare un’assicurazione per le prestazioni complementari delle casse malati è esclusa per chi è affetto da HIV, e sono frequenti i problemi con le assicurazioni di indennità giornaliera dell’assicurazione aziendale. Queste esclusioni sleali e ingiuste operate dalle compagnie assicurative pregiudicano la sicurezza sociale dei nostri concittadini e delle nostre concittadine.


Giustizia è cieca da entrambi gli occhi
L’HIV non può essere combattuto con il codice penale, ma soltanto con una prevenzione che si appelli al senso di responsabilità di ogni persona, a prescindere dal fatto che sia sieropositiva o no. Ogni persona ha la responsabilità di proteggere dall’HIV se stessa e il suo prossimo. Eppure la Svizzera, quando si tratta di punire le persone sieropositive – e ultimamente addirittura anche persone che non sapevano neanche di esserlo – è diventata capofila. È con profonda inquietudine che Aiuto Aids Svizzero prende atto di questa evoluzione.

Perché laddove la trasmissione dell’HIV è avvenuta attraverso rapporti sessuali consensuali tra persone adulte, di norma, entrambi i partner sono responsabili in egual misura. Accollare l’intera responsabilità al partner sieropositivo e punirlo è sbagliato. Ecco perché occorre rinunciare al perseguimento penale. Esso porta alla criminalizzazione e ad un’ulteriore stigmatizzazione degli uomini e delle donne affetti dal’HIV.


Nascondersi nel club sportivo
Per paura di essere respinto o escluso da una squadra sportiva, chi è affetto dal virus spesso preferisce nascondere l’infezione. La mancanza di conoscenza da parte dei colleghi e delle colleghe e la loro paura consapevole o inconscia di un contagio sono ostacoli troppo importanti. Nello sport l’HIV è un tabu assoluto. Che sia nell’allenamento, nelle gare o negli incontri dopo la partita.


Mobbing all’asilo e a scuola
Discriminazione e mobbing mietono vittime già tra i piccoli e i piccolissimi. Ma non solo se sono sieropositivi e se il loro status è reso noto. Basta che si venga a sapere che il padre o la madre del bambino sono affetti dal virus. Sappiamo di casi in cui una madre sieropositiva ha dovuto consegnare alla maestra d’asilo della figlia un certificato medico in cui si confermava che la bambina non era sieropositiva. È questo nel 2008!


Niente „golden Age“ con l’HIV
La speranza di vita delle persone affette da HIV aumenta continuamente. Le persone affette diventano perciò sempre più anziane. Ma sono in condizione di godersi la terza età? In molti casi no, se palesano il loro status sierologico. Uscire allo scoperto può comportare problemi nella vita quotidiana, nei rapporti con amici e conoscenti. E anche le case di riposo sono confrontate con la questione di come „gestire“ i residenti affetti da HIV. Nella cura, ma anche nella vita quotidiana e nei momenti conviviali.

Cosa fa, concretamente, Aiuto Aids Svizzero contro la discriminazione e per le persone affette?


Ecco una panoramica delle nostre offerte
L’advocacy, la tutela e la rappresentanza degli interessi delle persone con HIV, rientra nel core business di Aiuto Aids Svizzero. Aiuto Aids Svizzero promuove la solidarietà con le persone sieropositive e si adopera sistematicamente per eliminare la discriminazione, indipendentemente da dove essa si manifesti. In tutti gli ambiti di vita, le persone con HIV devono avere gli stessi diritti ma anche gli stessi doveri e le stesse responsabilità delle persone sieronegative.


Lobbying presso le assicurazioni
Aiuto Aids Svizzero è in contatto con le più importanti società assicurative svizzere e con le società indipendenti di consulenza assicurativa, con l’obiettivo di superare le ingiustizie e i problemi presenti nei campi assicurazione sulla vita e previdenza professionale sovraobbligatoria. A questo proposito, Aiuto Aids Svizzero punta ad una soluzione che non escluda a priori le persone sieropositive, ma che preveda per loro una valutazione individuale del rischio, come avviene già per pazienti affetti da altre malattie croniche. Aiuto Aids Svizzero rivendica così la parità di trattamento anche in questo campo.


Workplace-Policy

Regolamento per il posto di lavoro
Aiuto Aids Svizzero mette a disposizione dei datori di lavoro un regolamento che tratta la tematica HIV/Aids. Sottoscrivendo una workplace-policy su HIV/Aids i datori di lavoro danno una testimonianza visibile del loro impegno sociale, sia all’esterno che all’interno. Si distinguono inoltre in quanto datori di lavoro progressisti e aperti e danno prova della loro competenza sociale. Nel resoconto secondo GRI (Global Reporting Initiative) questo impegno fra l’altro si traduce in punti addizionali. Per maggiori informazioni e per il Regolamento vogliate consultare il sito  www.workpositive.ch.

Guida per il datore di lavoro

Broschüre, Job und HIV
L’opuscolo „Le VIH en milieu professionnel” (disponibile in francese e in tedesco) è pensato per i datori di lavoro e vuole informarli in merito ai quesiti più importanti relativi all’HIV nel contesto lavorativo, p.es. con informazioni di base sugli aspetti medici e assicurativi, sulla privacy eccetera. L’opuscolo può essere richiesto su  qui.




Guida per persone sieropositive occupate o in cerca di lavoro

Broschüre,Job und HIV

L’opuscolo „Lavoro e HIV“ evidenzia alcuni punti specifici che le persone sieropositive dovrebbero osservare:
  • al momento della candidatura per un posto di lavoro: diritto alla bugia come legittima difesa, assicurazioni eccetera,
  • nel rapporto di lavoro: privacy, protezione dalla discriminazione, gestione delle assenze, salario in caso di malattia eccetera.
  • o in caso di licenziamento: disdetta abusiva, periodi di protezione, certificato medico eccetera.

L’opuscolo vuole motivare a difendersi e combattere le disparità di trattamento operate dal datore di lavoro o dai colleghi. Per richiedere o scaricare l’opuscolo: www.shop.aids.ch


Job-Coaching
Da fine 2006 Aiuto Aids Svizzero offre alle persone affette da HIV un servizio di consulenza gratuita di avanzamento professionale con orientatori professionali esperti e qualificati operanti nella Svizzera tedesca e nella Svizzera francese. L’obiettivo è, da un lato, aumentare le chance di successo delle persone integrate nel mercato di lavoro e, dall’altro lato, fornire aiuto e assistenza anche a coloro che per un periodo di tempo più lungo ne sono stati esclusi. 


Consulenza
Le persone HIV positive con domande o problemi di natura giuridica correlati direttamente all’infezione da HIV possono rivolgersi al servizio legale di Aiuto Aids Svizzero per telefono (044 447 11 11) o per iscritto (recht[a]aids.ch) Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un enorme incremento delle richieste di consulenza per questioni legate al diritto di lavoro che oggi costituiscono circa il 40% di tutte le consulenze. La consulenza offerta dal servizio legale può essere richiesta anche da datori di lavoro che intendono informarsi su questioni relative all’HIV e all’Aids. In 21 cantoni, le antenne regionali di Aiuto Aids fungono da centri di primo contatto e informazione. Le varie sedi offrono servizi competenti di consulenza, formazione e assistenza per chi vive con l’infezione da HIV.


Studio del fondo nazionale sulla discriminazione delle persone con HIV nel contesto lavorativo
Aiuto Aids Svizzero ha partecipato in quanto partner direttamente coinvolto allo studio del fondo nazionale svizzero intitolato “Recht gegen HIV/Aids-Diskriminierung” (Il diritto contro la discriminazione per HIV/Aids) condotto dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale. In questo contesto è stato analizzato – fra l’altro attraverso un esame comparato degli ordinamenti legali di paesi quali Francia, Germania, Gran Bretagna e Canada – con quali strumenti legali si può combattere in modo efficace la discriminazione delle persone affette da HIV nei rapporti di lavoro, ed è stata presentata una prima proposta di legge. I risultati dello studio sono stati pubblicati in forma di libro nell’agosto 2007. Per ulteriori informazioni:
www.non-discrimination.ch e www.haupt.ch.



Studio del Fondo nazionale sulla gestione della tematica HIV nel diritto penale svizzero
Aiuto Aids Svizzero ha incaricato un’équipe di ricercatori della Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale di analizzare le modalità di gestione della tematica di HIV/Aids in Svizzera a livello di diritto penale, partendo dalla prospettiva delle esigenze e degli obiettivi della prevenzione di HIV/Aids, e di trarre le appropriate conclusioni. I risultati saranno pubblicati in primavera del 2009 e influenzeranno le attività di Aiuto Aids Svizzero. 



Seminare
A intervalli regolari hanno luogo dei corsi per persone con HIV sugli argomenti lavoro e HIV. Queste offerte formative trasmettono ai partecipanti le conoscenze necessarie per far valere i loro diritti sul posto di lavoro, nonché suggerimenti pratici per la ricerca di un nuovo impiego e per il processo di candidatura.
Su richiesta, anche i datori di lavoro e i responsabili delle risorse umane possono avvalersi dell’offerta di formazione attraverso professionisti scelti. Per ricevere ulteriori informazioni vogliate contattare il servizio legale allo 044 447 11 11 o per e-mail:  recht@aids.ch.

Piattaforma Internet

Il sito web www.workpositive.ch tpropone informazioni interessanti su HIV e attività lavorativa e comprende anche una „borsa lavoro“per persone con HIV e per datori di lavoro.



Assistenza
Aiuto Aids Svizzero mette a disposizione i propri fondi, fra l’altro, per dare un aiuto rapido e non burocratico alle persone affette da HIV che si trovano in una situazione di emergenza.


HIV e Aids in Svizzera

Attualmente, le persone con HIV e Aids nel nostro paese sono circa 25 000. Grazie alle terapie moderne, oggi non sono più confrontate con un imminente pericolo di morte. Il loro sistema immunitario si riprende e molte godono di una speranza di vita normale. Malgrado questo progresso della medicina, ancora oggi ogni mese 6 persone muoiono di Aids. E ogni giorno, due persone apprendono di essere sieropositive.

Abbassare la guardia sarebbe sbagliato; la situazione è ancor lungi dall’essersi normalizzata. Il virus può colpire chiunque: uomini e donne, eterosessuali e gay, svizzeri e stranieri, giovani e anziani.

È vero che l’HIV e l’Aids sono scomparsi da sotto i riflettori. Le persone colpite – anche per paura di stigmatizzazione e discriminazione – non sono più visibili, ma sono fra noi. E hanno bisogno del nostro sostegno e della nostra solidarietà. Anche se dalla prima infezione ormai sono passati 25 anni.

E non soltanto in occasione della giornata mondiale della lotta all’Aids.

La giornata internazionale dell’Aids – storia e significato


Red Ribbon aus Stoff
Dal 1988 in tutto il mondo il 1° dicembre si celebra la giornata internazionale dell’Aids, per ricordare ai decisori della politica, dei media, dell’economia e della società che l’Aids e il virus HIV non sono affatto vinti e sterminati. Ma anche per dimostrare la solidarietà con gli oltre 40 milioni di persone sieropositive nel mondo, con gli oltre 20 milioni di vittime morte di Aids, per far capire che per le persone colpite ogni giorno è un giorno all’insegna dell’Aids.



Per gli anni 2005-2010 il motto internazionale per la Giornata dell’Aids è: „Stop Aids: Keep the Promise“. Ricorda ai politici di tutto il mondo la promessa fatta solennemente nel giugno del 2001, durante la sessione speciale dell’Assemblea delle Nazioni Unite dedicata all’HIV/Aids, ossia di adoperarsi con maggior impegno a livello nazionale ed internazionale nella lotta contro l’epidemia globale dell’HIV/Aids.

Aiuto Aids Svizzero ha posto l’edizione 2008 della Giornata mondiale dell’Aids sotto il titolo „Lanciare un segnale – contro la discriminazione!“ Con questo slogan Aiuto Aids Svizzero vuole richiamare l’attenzione sul fatto che resta ancora molto da fare per cancellare discriminazione e stigmatizzazione dalla vita quotidiana di donne, uomini, adolescenti e bambini.