Comunicato stampa
- Piacere su misura – Il nuovo preservativo per i giovani „ceylor Hotshot“ che garantisce un piacere sicuro!
- Il preservativo fa parte della dotazione di base
- Le discriminazioni verso le persone sieropositive sono ancora all’ordine del giorno
- Troppa fretta per pensare al preservativo?
- Giornata mondiale dell’Aids 2008: Lanciare un segnale – contro la discriminazione!
- Sesso sicuro anche in situazioni speciali
- Giornata mondiale dell’Aids 2007 – „Work Place Policy“ per perso-ne con HIV.
- Appello della Presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey in occasione della Giornata mondiale dell’Aids 2007
- Lea non si nasconde per gioco, ma per paura di essere discriminata
Piacere su misura – Il nuovo preservativo per i giovani „ceylor Hotshot“ che garantisce un piacere sicuro!
1° marzo 2010. Aiuto Aids Svizzero, PLANeS e l’Associazione marchio di qualità per preservativi in collaborazione con la società Lamprecht SA lanciano un preservativo sviluppato appositamente per i giovani: il ceylor Hotshot. L’apertura ristretta ne garantisce una tenuta perfetta. Così ceylor Hotshot protegge i giovani dalle infezioni sessualmente trasmissibili e dalle gravidanze indesiderate.
PLANeS, l’Associazione marchio di qualità per preservativi, Aiuto Aids Svizzero e la società Lamprecht SA immettono sul mercato un preservativo sviluppato appositamente per i giovani, colmando così una lacuna nel settore. Questo preservativo di alta qualità va infatti ad ampliare la gamma delle misure disponibili, rispondendo alle esigenze di numerosi ragazzi.
Il nuovo preservativo per i giovani ceylor Hotshot dispone di un’apertura ristretta, che ne garantisce una tenuta perfetta. Solo i preservativi della misura giusta, infatti, sono comodi e non scivolano. „Il preservativo è un mezzo di prevenzione semplice ed economico e, proprio per questo, ideale per i giovani“, afferma Sidonja Jehli di Aiuto Aids Svizzero. „Perché, solo se la misura è giusta, i ragazzi sono davvero protetti.“
Aiuto Aids Svizzero e PLANeS distribuiranno il preservativo nelle scuole nell’ambito del loro progetto sulla prevenzione „Piacere su misura“. „I preservativi per i giovani ci forniscono lo spunto per affrontare la discussione sulla sessualità in generale, la protezione da HIV/Aids e la prevenzione“, spiega Anita Cotting di PLANeS, la Fondazione svizzera per la salute sessuale e riproduttiva. I preservativi ceylor Hotshot verranno distribuiti in una scatola contenente un ceylor banda blu e un sacchetto di sostanza lubrificante. Così gli esperti potranno affrontare con i ragazzi argomenti quali l’importanza di scegliere la misura giusta del preservativo e il comportamento corretto da seguire per garantire la protezione.
Il preservativo per i giovani sarà in vendita da fine febbraio nelle farmacie, nelle drogherie e nei maggiori punti vendita Coop. In Internet potrà essere acquistato nello shop di Aiuto Aids Svizzero (www.shop.aids.ch.
Ulteriori informazioni:
Fausta Borsani Bettina Maeschli Daniela Beyeler
Portavoce stampa
PLANeS Aiuto Aids Svizzero Lamprecht SA
Tel. 079 255 61 77 Tel. 079 357 60 20 Tel. 043 388 73 73
Il preservativo fa parte della dotazione di base
La diffusione del messaggio «Troppa fretta per pensare al preservativo?» nell'ambito della campagna LOVE LIFE STOP AIDS, avviata dall'Ufficio federale della sanità pubblica e da Aiuto Aids Svizzero, entra nella sua seconda fase. Un nuovo spot televisivo di cinque secondi e alcune frasi provocatorie dovranno servire per ricordare alla popolazione che in situazioni rischiose bisogna proteggersi mediante l'uso del preservativo.In concomitanza con l'inizio del carnevale, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e Aiuto Aids Svizzero (AAS) lanciano un nuovo breve spot televisivo della campagna «Troppa fretta per pensare al preservativo?» in numerosi Cantoni della Svizzera. In questo breve filmato – come era già stato il caso per gli spot precedenti – si tematizza il rapporto sessuale spontaneo tra due persone che si sono appena conosciute.
Il fatto che l'inizio del periodo carnevalesco coincida con l'avvio della campagna LOVE LIFE STOP AIDS non è casuale. È infatti risaputo che, in questo periodo, molti tendono a soprassedere alla fedeltà e, favoriti da un'atmosfera di allegria per le abbondanti libagioni, hanno più facilmente rapporti sessuali rispetto a quanto non succederebbe in momenti di maggior sobrietà.
Come è stato il caso l'anno scorso, la campagna multimediale intende ricordare le regole per il sesso sicuro: niente penetrazione senza preservativo, sperma e sangue mai a contatto con la bocca. Chi dovesse comunque avere rapporti sessuali non protetti, può valutare il rischio corso consultando il sito www.check-your-lovelife.ch e decidere se sia il caso di eseguire un test dell'HIV nonché informarsi su dove sia possibile farlo. Rimane altresì invariata la raccomandazione di avere sempre con sé un preservativo per situazioni impreviste. Avendolo a disposizione, diventa più difficle dimenticarsene.
Contatti, per maggiori informazioni:
Campagna: Adrian Kammer, capo della Sezione campagne, UFSP,
tel. 031 322 95 05 / media[a]bag.admin.ch
Prevenzione HIV-Aids: Roger Staub, capo della sezione prevenzione e promozione, UFSP,
tel. 031 322 95 05 / media[a]bag.admin.ch
Aiuto Aids Svizzero: Bettina Maeschli, portavoce,
tel. 044 447 11 21 / 079 357 60 20
bettina.maeschli[a]aids.ch
Le discriminazioni verso le persone sieropositive sono ancora all’ordine del giorno
Giornata mondiale dell’AIDS 2009: un appello alla solidarietà verso le persone sieropositive
Zurigo, 27 novembre 2009. Le conoscenze mediche hanno fatto grossi progressi. Al giorno d’oggi, l’infezione da HIV è diventata una malattia cronica ma curabile. Nella maggior parte dei casi, i sieropositivi hanno un’aspettativa di vita normale. Nonostante queste buone notizie, le persone sieropositive sono ancora oggetto di continue discriminazioni. In occasione della Giornata mondiale dell’AIDS, Aiuto Aids Svizzero lancia un appello per la solidarietà. Il 1° dicembre si svolgeranno diversi eventi e manifestazioni in tutta la Svizzera.
Grazie agli importanti progressi fatti in campo medico, oggi l’infezione da HIV e l’AIDS non sono più malattie mortali. Oggi, le persone che convivono con il virus dell’HIV hanno un’aspettativa di vita normale. La maggior parte di esse lavora ed è integrata nella società. Tuttavia, le discriminazioni nei loro confronti sono ancora una triste realtà. Anche a 25 anni circa dalla fondazione di Aiuto Aids Svizzero, le persone sieropositive sono discriminate o svantaggiate sul luogo di lavoro o all’interno del loro stesso ambiente sociale a causa della loro sieropositività.
Un misto di paure diffuse, pregiudizi e idee ormai superate della malattia fa sì che le persone sieropositive perdano il lavoro quando si scopre la loro situazione, che siano oggetto di mobbing da parte di colleghe e colleghi oppure che in una casa in affitto non possano più utilizzare la lavatrice comune perché i vicini sono spaventati dall’idea di un possibile contagio con il virus dell’HIV.
Le assicurazioni rappresentano un altro problema per le persone sieropositive. Nonostante un’aspettativa di vita pressoché normale, ai sieropositivi non è permesso stipulare un’assicurazione sulla vita. Così, l’autonomia professionale o un’abitazione di proprietà possono diventare un sogno irrealizzabile. Anche per le assicurazioni di indennità giornaliera o per gli importi superiori al regime obbligatorio della previdenza professionale, la situazione non è certo più facile.
Al momento in Svizzera sono più di 25.000 le persone sieropositive. Ogni giorno si aggiungono alla lista due nuovi casi di contagio. Molte persone ammalate conducono una vita doppia, perché difficilmente trovano il coraggio di confidare la loro situazione anche alle persone più vicine. Non di rado questo ulteriore fardello dà origine a problemi psichici.
In occasione della Giornata mondiale dell’AIDS 2009, Aiuto Aids Svizzero lancia un appello alla solidarietà verso le persone sieropositive. Alla normalizzazione dell’infezione da HIV attraverso la disponibilità di medicinali dovrebbe far seguito una normalizzazione a livello sociale, in modo che le persone sieropositive abbiano pari opportunità e diritti e non debbano sentirsi minacciate dall’emarginazione.
Il 1° dicembre saranno numerosi gli eventi organizzati in tutta la Svizzera che ricorderanno a tutti la Giornata mondiale dell’AIDS. Il calendario delle manifestazioni preparato da Aiuto Aids Svizzero, disponibile all’indirizzo http://www.aids.ch/wat/kalender.html, fornisce indicazioni utili sulle attività in programma nelle diverse regioni. Altre informazioni sulla Giornata mondiale dell’AIDS sono reperibili sul sito www.aids.ch.
Per ulteriori informazioni:
Bettina Maeschli
Portavoce
Telefono: 044 447 11 21
Cellulare: 079 357 60 20
Troppa fretta per pensare al preservativo?
Con i più brevi spot televisivi prodotti in Svizzera, la campagna LOVE LIFE STOP AIDS dell'Ufficio federale della sanità pubblica e di Aiuto Aids Svizzero fa di nuovo parlare di sé. Il suo intento è di rammentare che la sola conoscenza delle regole sul sesso sicuro non è sufficiente per proteggere contro le situazioni di rischio.
Solo cinque secondi durano gli spot televisivi della campagna LOVE LIFE STOP AIDS appena sfornati dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e da Aiuto Aids Svizzero (AAS). In ognuno di essi è rappresentata una situazione in cui due persone si incontrano e fanno sesso spontaneamente. Proprio perché non si tratta di un'avvenimento vissuto tutti i giorni, capita spesso che il preservativo non sia a portata di mano e che il rapporto sessuale avvenga senza protezione. «Troppa fretta per pensare al preservativo?» è quindi il titolo della nuovissima campagna.
Chi effetivamente ha fatto sesso senza presevativo può verificare la gravità del rischio assunto su www.check-your-lovelife.ch. Dalle informazioni ivi contenute potrà rendersi conto se è opportuno sottoporsi a un test HIV e sapere dove vengono eseguiti tali test. Soprattutto le persone che vivono una relazione stabile, dopo una situazione a rischio dovrebbero immediatamente informarsi sulle misure da adottare.
La nuova campagna non intende certo banalizzare il sesso spontaneo non protetto. Essa mira piuttosto a convincere ad avere sempre a portata di mano un preservativo nell'eventualità che si presentino tali situazioni fuori dal comune e a ricordarsi di usarlo anche quando tutto succede troppo rapidamente. L'UFSP e l'AAS fanno presente che le regole del sesso sicuro rimangono valide: al di fuori di una relazione stabile e basata sulla fedeltà, utilizzare sempre il preservativo nei rapporti sessuali e non prendere sperma o sangue in bocca.
Perciò la nuovissima campagna, avviata oggi e che si protrarrà sull'arco di due anni, l'UFSP e l'AAS fanno capo oltre che alla televisione, il più importante mezzo di comunicazione, anche a Internet, annunci, adesivi sui finestrini dei mezzi di trasporto pubblici e manifesti. La seconda fase della campagna è prevista per settembre.
Per maggiori informazioni:
Campagna: Adrian Kammer, capo della Sezione Campagne, UFSP, tel. 031 322 95 05 / media@bag.admin.ch
Prevenzione HIV: Roger Staub, capo della Sezione Aids, UFSP, tel. 031 322 95 05 / media@bag.admin.ch
Aiuto Aids Svizzero, Thomas Lyssy, portavoce, tel. 044 447 11 21
www.bag.admin.ch / www.aids.ch / www.lovelife.ch
Giornata mondiale dell’Aids 2008: Lanciare un segnale – contro la discriminazione!
Aiuto Aids Svizzero lancia un appello per un maggior impegno contro la discriminazione delle persone sieropositive.
Zurigo, 27 novembre 2008. Nella ricorrenza della Giornata mondiale di lotta contro l’Aids, Aiuto Aids Svizzero lancia un appello alla solidarietà con le persone HIV positive in Svizzera. Praticamente ogni giorno vivono sulla propria pelle rigetto, emarginazione, stigmatizzazione e discriminazione. E questo a partire dal momento in cui dichiarano di essere sieropositive. Le reazioni negative non giungono soltanto da persone sconosciute, anonime, ma – soprattutto – dai datori di lavoro, dai colleghi, dagli amici e addirittura dalla cerchia ristretta dei familiari. I motivi che portano all’emarginazione sono molteplici: carenze di conoscenze in merito all’HIV, paure consapevoli o inconscie di contrarre il virus, pregiudizi nei confronti dei cosiddetti “gruppi marginali” (p.es. gli omosessuali), colpevolizzazione delle persone sieropositive, egoismo o mancanza di solidarietà con gli elementi più deboli della nostra società. A prescindere dai motivi che danno origine al fenomeno, una cosa è certa: la società deve impegnarsi nella lotta contro la discriminazione delle persone HIV positive.
Discriminazione e rifiuto – dall’asilo alla casa di riposo
L’emarginazione non conosce limiti d’età. E colpisce anche i più piccoli. Non soltanto se sono i bambini stessi ad essere affetti dall’HIV e il loro status sierologico è reso noto. Basta che si venga a sapere che il padre o la madre del bambino siano colpiti dal virus. Quando poi questi ragazzi più tardi si impegnano in un club sportivo, per paura di essere respinti o addirittura esclusi dalla squadra attiva, di solito nascondono l’infezione. Nello sport l’HIV è un tabu assoluto. Che sia nell’allenamento, nelle gare o negli incontri dopo la partita.
Anche dopo 20 anni di HIV/Aids, nel loro quotidiano lavorativo le persone affette sono ancora confrontate con numerosi problemi: mobbing, atti di discriminazione, violazione della legge sulla protezione dei dati, ad esempio, sono all’ordine del giorno. Di solito, le persone sieropositive non possono stipulare assicurazioni sulla vita, anche se molte sotto terapia godono di una speranza di vita normale. Ma anche la possibilità di un’assicurazione per le prestazioni complementari delle casse malati è negata a chi è affetto da HIV. Sono frequenti inoltre i problemi con le assicurazioni di indennità giornaliera dell’assicurazione aziendale.
La speranza di vita delle persone sieropositive aumenta continuamente. Le persone diventano perciò sempre più anziane. Ma sono in condizione di godersi la terza età? In molti casi no, se palesano il loro status sierologico. E anche le case di riposo sono confrontate con la questione di come “gestire” i residenti affetti da HIV. Nella cura, ma anche nella vita quotidiana e nei momenti conviviali.
L’HIV non si combatte con il Codice penale
L’HIV non si può combattere con il codice penale, ma soltanto con una prevenzione che faccia appello al senso di responsabilità di ogni singolo individuo, a prescindere dal fatto che la persona sia HIV positiva o negativa. Eppure la Svizzera è in prima fila, quando si tratta di punire le persone affette dal virus, ultimamente anche le persone che non sanno neanche di aver contratto l’infezione. Aiuto Aids Svizzero prende atto con grande preoccupazione di questa realtà.
HIV e Aids in Svizzera
Attualmente, le persone con HIV e Aids nel nostro paese sono circa 25 000. Grazie alle terapie moderne, oggi non sono più confrontate con un imminente pericolo di morte. Il loro sistema immunitario si riprende e molte godono di una speranza di vita normale. Malgrado questo progresso della medicina, ancora oggi ogni mese 6 persone muoiono di Aids. E ogni giorno vi si aggiungono due persone nuove che apprendono di essere sieropositive.
Abbassare la guardia sarebbe sbagliato; la situazione è ancor lungi dall’essersi normalizzata. Il virus può colpire chiunque: uomini e donne, eterosessuali e gay, svizzeri e stranieri, giovani e anziani.
Iniziative e eventi in tutta la Svizzera
A partire dall’ultima settimana di novembre, in molti cantoni la Giornata mondiale dell’Aids del 1° dicembre verrà celebrata con svariate iniziative e eventi. Molte manifestazioni organizzate dalle sedi regionali di Aiuto Aids tematizzano pubblicamente la problematica di HIV/Aids e presentano le offerte nazionali e regionali. Per una panoramica completa vi invitiamo a visitare il nostro sito www.aids.ch/i/ahs/weltaidstag.php
Informazioni su Aiuto Aids Svizzero
Aiuto Aids Svizzero (AHS/AAS) è l’organizzazione mantello delle 21 sedi cantonali e regionali Aiuto Aids, nonché di altre 38 organizzazioni attive o impegnate nella lotto all’HIV/Aids.
Aiuto Aids Svizzero pianifica, coordina e realizza progetti di prevenzione negli ambiti HIV/Aids e altre malattie sessualmente trasmissibili (STI), destinati in particolare ai gruppi della popolazione con elevato rischio. La promozione di una vita sessuale autodeterminata e rispettosa, nonché delle condizioni quadro giuridiche e sociali che favoriscano la salute sessuale, fanno parte delle tematiche al centro delle iniziative dell’organizzazione. Aiuto Aids Svizzero si adopera per le persone con HIV/Aids, per le loro esigenze, i loro diritti e la parità di trattamento nella società.
Informazioni più approfondite:
www.aids.ch/i/ahs/weltaidstag.php
Sesso sicuro anche in situazioni speciali
La prima fase della campagna LOVE LIFE STOP AIDS 2008 dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e di Aiuto Aids Svizzero (AAS) è stata avviata. I manifesti ritraggono coppie durante l'attività sessuale nell'ambito delle vacanze, dei viaggi d'affari e delle feste. Su incarico dell'UFSP, l'Ospedale cantonale di San Gallo ha condotto lo studio CHAT (trasmissione dell'Aids in Svizzera), i cui risultati sono stati comunicati nel 2007. Da essi è emerso che tra coloro che hanno contratto l'HIV vi erano persone che solitamente si proteggono a dovere ma che in determinate situazioni hanno rinunciato all'uso del preservativo.
Nel quadro dello studio CHAT, persone a cui era stato recentemente diagnosticato l'HIV sono state interrogate in merito alla situazione che ha portato al contagio. Il 12 per cento di esse ha affermato di essere stato contagiato all'estero, durante le vacanze o viaggi d'affari. È pure risultato con chiarezza che solitamente tali persone si proteggono dovutamente utilizzando un preservativo. In determinate situazioni, come sotto l'influsso dell'alcol o di droghe, in caso di particolare eccitazione, in occasione di attività sessuali con un partner conosciuto da molto tempo o in caso di innamoramento intenso, hanno rinunciato all'uso del preservativo malgrado la strategia protettiva, contraendo il contagio.
Bisogna riflettere prima di trovarsi in queste situazioni
Dallo studio CHAT è emerso che, anche se solitamente l'impiego di un preservativo è naturale, in determinate situazioni risulta difficile proteggersi. La campagna è volta a sottolineare l'importanza di riflettere su possibili situazioni speciali prima che esse si presentino e di avere sempre con sé un preservativo alle feste o nei viaggi. Al di fuori di una relazione fissa e fedele continuano a valere i principi: «Penetrazione - sempre con il preservativo» e «Evitare il contatto della bocca con sperma e sangue». Le persone che intendono sottoporsi a un test dell'HIV possono, come finora, verificarne l'opportunità sul sito http://www.check-your-lovelife.ch, dove trovano pure l'elenco dei servizi presso i quali è possibile effettuare un test anonimo. Il sito http://www.safetravel.ch fornisce informazioni supplementari in merito ai viaggi e l'HIV/Aids.
L'HIV/Aids riguarda tutti
In Svizzera non tutte le persone corrono il medesimo rischio di contrarre l'HIV. Infatti, l'incidenza dell'HIV presso gli uomini che fanno sesso con altri uomini, presso le persone provenienti dall'Africa subsahariana o presso coloro che si iniettano droghe è maggiore. Tuttavia, è importante che tutte le persone sessualmente attive adottino una strategia protettiva efficace e che la applichino pure in situazioni speciali. Attualmente, si stima che in Svizzera vivano circa 25 000 persone malate di HIV/Aids. Tutta la popolazione deve essere informata in merito alla malattia e alle vie di contagio.
La campagna
I manifesti costituiscono il vettore principale della campagna. A complemento saranno diffusi, come nel 2007, brevi spot televisivi con le «love lips», annunci e banner in rete.
Altri link sul tema:
http://www.check-your-lovelife.ch
http://www.bag.admin.ch/dokumentation/publikationen/01435/03542/index.html?lang=de&sort=ta (Bulletin 29/07: studio CHAT)
Per ulteriori informazioni:
Ufficio federale della sanità pubblica.
Campagna: Adrian Kammer, capo della Sezione campagne, tel.: 031 322 95 05
Prevenzione dell'HIV in generale: Lisa Guggenbühl, sostituta del capo della Sezione Aids, tel.: 031 322 95 05
Giornata mondiale dell’Aids 2007 – „Work Place Policy“ per perso-ne con HIV.
Aiuto Aids Svizzero esorta alla „non discriminazione“ di lavoratrici e lavoratori HIV+. L’Unione svizzera degli imprenditori dimostra di aver riconosciuto la si-tuazione.
Un primo segnale positivo arriva dall’Unione svizzera degli imprenditori
In Svizzera l’opinione pubblica, le assicurazioni sociali e i datori di lavoro non hanno ancora sviluppato una consapevolezza sufficiente per capire la realtà lavorativa delle persone sieropositive. La dichiarazione di Thomas Daum, Direttore dell’Unione svizzera degli imprenditori è un primo passo nella direzione giusta.
"In Svizzera vi sono all’incirca 15 000 persone HIV positive che lavorano. Di norma non c’è da temere alcun contagio. Dal punto di vista di un datore di lavoro, a livello di occupazione e assunzione non esiste nessuna ragione per discriminare queste persone. In tal modo le persone affette restano integrate nella vita lavorativa e le assicurazioni sociali e dunque la società non devono accollarsi costi evitabili."
Anche Tamara Gerber, membro della direzione di Starbucks Svizzera, denuncia la discriminazione di persone HIV positive:
"La cultura aziendale di Starbucks è incentrata su rapporti dignitosi con i collaboratori, caratterizzati da rispetto e stima. Consideriamo la varietà e la differenza come una parte integrante e fondamentale del nostro stile di lavoro. L’essenziale è impegnarsi con gioia e passione nel lavoro quotidiano per offrire ai nostri ospiti un’esperienza piacevole. Si tratta di fattori che dipendono da un atteggiamento di base del collaboratore e in nessun modo dal fatto che una persona sia sieropositiva o sieronegativa."
Consulenza legale di Aiuto Aids Svizzero per lavoratori e lavoratrici
La maggior parte delle richieste presentate da persone con HIV/Aids al reparto di consulenza legale di Aiuto Aids Svizzero si riferisce alle difficoltà che incontrano sul lavoro. Spaziano dai problemi con la cassa pensioni e l’assicurazione di indennità giornaliera in caso di malattia alle violazioni della protezione dei dati, al mobbing da parte di superiori o colleghi fino al licenziamento abusivo. Lo confermano anche le cifre rilevate: mentre nel 2000 solo il 9% delle domande si riferiva al diritto del lavoro, negli anni 2006 e 2007 sono circa il 40% ed equivalgono ad una richiesta di consulenza al giorno. Alla luce di questi fatti risulta evidente che rispetto al passato oggi sono molte le persone HIV positive integrate nel mondo del lavoro. Al contempo, però, sul lavoro devono affrontare numerosi problemi che le spingono a cercare aiuto o consulenza.
Sondaggio del progetto P+IPS conferma la posizione di Aiuto Aids Svizzero
Nell’ambito del progetto P+IPS (Positive Integration Project Switzerland) promosso dall’ospedale cantonale e dal centro di competenza per questioni correlate all’Aids e alla sessualità di San Gallo, fra maggio e ottobre 2007 è stato condotto un sondaggio fra 60 specialisti delle risorse umane di PMI e grandi aziende.
Dai risultati è emersa soprattutto la contraddizione fra le affermazioni secondo cui „l’HIV non è più visto generalmente come malattia che immancabilmente porta all’invalidità“ e le convinzioni che „sul lavoro le persone con HIV rappresentino a tutt’oggi un rischio per la salute dei loro colleghi (pericolo di contagio!)“.
L’appello di Aiuto Aids Svizzero all’integrazione attiva
Che l’importanza dell’integrazione professionale e dunque la partecipazione alla vita sociale siano di fondamentale importanza per la soddisfazione e il benessere di ogni persona è risaputo. Compromettere l’integrazione professionale attraverso stigmatizzazione e discriminazione significa rinunciare ad un vasto potenziale di competenze professionali. Ma significa anche creare rapporti di dipendenza finanziaria che gravano sulle assicurazioni sociali, anche in casi in cui spesso non sarebbe necessario. La discriminazione costa cara alla nostra economia e non offre alcun tornaconto.
Aiuto Aids Svizzero lancia un appello urgente ai datori di lavoro affinché si adoperino per l’integrazione attiva delle persone HIV positive nel processo di lavoro e per la lotta a qualsiasi forma di stigmatizzazione e discriminazione. Aiuto Aids Svizzero è a disposizione per elaborare e attuare insieme ai datori di lavoro le direttive e le misure necessarie.
Attività e manifestazioni in tutta la Svizzera
La ricorrenza della Giornata mondiale dell’Aids fissata al 1° dicembre in molti cantoni è celebrata già a partire dall’ultima settimana di novembre. Innumerevoli manife-stazioni a cura delle sedi regionali di Aiuto Aids attirano l’attenzione della popolazione sulla problematica di HIV/Aids e presentano le offerte predisposte su piano nazionale e regionale. Troverete una prima panoramica su www.aids.ch/i/ahs/weltaidstag.php
Per ulteriori informazioni:
Per conoscere la gamma di offerte delle sedi regionali di Aiuto Aids per lavoratori e lavoratrici:www.workpositive.ch
Regolamento
Manifesto per il giorno mondiale del aids 2007
o per telefono:
Thomas Lyssy
Addetto Stampa di Aiuto Aids Svizzero
Telefono 044 447 11 21
Appello della Presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey in occasione della Giornata mondiale dell’Aids 2007
Soltanto una società solidale è una società forte.
Il 1° dicembre è la Giornata mondiale dell’Aids. È la giornata della solidarietà verso le persone colpite dall’HIV e dall’Aids in tutto il mondo. Tuttavia essa deve anche ricordarci che per queste persone ogni giorno è caratterizzato dall’Aids. In Svizzera sono circa 25 000 tra uomini e donne. Ciò corrisponde pressappoco al numero di abitanti di Locarno.
In tutto il mondo vivono ca. 39,5 milioni di persone affette dall’HIV/Aids, il che è pari a circa sei volte la popolazione della Svizzera. Il 64% di queste vive in Africa, il 60% di esse sono donne. Ogni anno 4,3 milioni di persone vengono contagiate dall’HIV. Nel 2006 il numero delle vittime dell’HIV/Aids ha raggiunto i 2,9 milioni. L’HIV/Aids è e rimane una delle più grandi sfide per la comunità internazionale. L’impegno internazionale della Svizzera si orienta alle dichiarazioni di impegno relative all’HIV/Aids e agli Obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite.
In Svizzera ogni giorno vengono diagnosticati due nuovi casi di sieropositività, ogni mese sei persone muoiono per le conseguenze dell’Aids. Non c’è nessun segnale di cessato allarme e una normalizzazione non è in vista neppure lontanamente. Il virus può colpire chiunque: donne e uomini, eterosessuali e omosessuali, svizzeri e stranieri, giovani e anziani. Anche a 20 anni dall’inizio dell’epidemia l’HIV/Aids non ha cessato di essere al centro della notizia.
Sicuramente nella ricca Svizzera – in confronto ai paesi del sud o ai paesi di transizione – l’HIV/Aids colpisce un numero molto minore di persone. Inoltre disponiamo di un sistema sanitario ben funzionante e di medicamenti efficaci che arrestano il progredire della malattia e migliorano la qualità di vita delle persone colpite. Essere HIV positivi è tuttavia molto difficile anche nel nostro paese. Le persone colpite vengono lasciate sole dalla società. Ancora oggi i sieropositivi hanno problemi sul posto di lavoro se la loro infezione viene resa nota. Gli effetti collaterali della terapia possono essere devastanti – così come la paura quotidiana dello scatenarsi dell’Aids. L’infezione getta un’ombra su relazioni amorose e amicizie, che possono rompersi per questo motivo.
Soltanto una società solidale, che guarda anche ai suoi membri più deboli e che è pronta ad assumersi responsabilità a livello globale, è una società forte. Tutte le persone colpite dall’HIV/Aids hanno bisogno della nostra solidarietà e del nostro concreto sostegno. Da noi è attivo l’Aiuto Aids Svizzero, che con i suoi sforzi di prevenzione rimane al fianco delle persone sieropositive e malate di Aids e dei loro cari, fornendo loro assistenza e consulenza. Non soltanto in occasione della Giornata mondiale dell’Aids.
L’impegno dell’Aiuto Aids Svizzero e delle organizzazioni che collaborano a livello internazionale per la giustizia sociale, la lotta all’Aids e alla povertà mi sta particolarmente a cuore. Essi possono contare sul mio sostegno.
Lea non si nasconde per gioco, ma per paura di essere discriminata
Aiuto Aids Svizzero lancia una nuova campagna.Zurigo, 5 novembre 2007. I bambini si nascondono per il piacere di giocare. Per Lea è diverso. Lei si nasconde per paura di essere discriminata. La ragazzina, oggi tredicenne, è nata con il virus HIV. È spesso sola. Per paura che le persone attorno a lei vengano a sapere della sua infezione da HIV, Lea si ritira e se ne sta in disparte. Aiuto Aids Svizzero lancia una nuova campagna per richiamare l’attenzione sulle necessità delle persone HIV positive e dei loro familiari che vivono qui, nel nostro paese.
. In Svizzera le persone con HIV e Aids sono circa 25 mila. Sono donne, uomini e bambini, di ogni età, come Lea. Ogni giorno, altre due persone apprendono di essere affette dal virus. Le persone colpite e i loro familiari dipendono dal sostegno delle sedi di Aiuto Aids. Con la campagna di raccolta di fondi che inizia oggi, Aiuto Aids Svizzero si prefigge l’obiettivo di procurarsi i mezzi finanziari di cui ha urgentemente bisogno per assolvere i suoi numerosi compiti.
Le persone con HIV e Aids e i loro familiari necessitano della nostra solidarietà e del nostro aiuto concreto. Aiuto Aids Svizzero sostiene in modo tangibile le persone HIV positive e malate di Aids, ma anche i loro familiari e le persone che si occupano di loro, che le accompagnano e le aiutano nella loro vita quotidiana. Aiuto Aids Svizzero fa appello alla solidarietà con le persone HIV positive e si adopera per i loro interessi negli ambiti più svariati. In situazioni di emergenza Aiuto Aids Svizzero può concedere anche aiuti finanziari. E può fornire servizi di assistenza psicosociale sul posto, consulenza legale, offerte speciali di formazione o perfezionamento, quali per esempio i servizi di job-coaching e di informazione indipendente. Questi servizi, tuttavia, sono possibili soltanto grazie alle donazioni devolute da ampie fasce della popolazione.
Da oggi, la nuova campagna è presente in tutte le maggiori città della Svizzera.
I soggetti dei manifesti possono essere scaricati qui:
per riviste
per giornali
Conto donazioni Aiuto Aids Svizzero: 65-336-5.
Per ulteriori informazioni:
Thomas Lyssy
Addetto Stampa di Aiuto Aids SvizzeroTelefono 044 447 11 21

